Spettacoli

“Cenerentola”

Andato in scena in Prima Nazionale venerdì 25 ottobre 2019 presso il Teatro Nuovo di Varese, lo Spettacolo è coreografato e diretto da Stefano Arado, con il supporto del Centro Universitario sportivo Insubria di Varese.  Attualmente è in promozione nei teatri italiani. Erano sono previste tre date presso il teatro Soms di Cocquio Trevisago (VA),  il Teatro Alfredo Chiesa a Milano e il Teatro Cinema OMI di Pontenure (PC) ma a causa dell’emergenza Coronavirus gli spettacoli sono stati rimandati a data da destinarsi.

Cenerentola è una delle fiabe più note e amate nella cultura occidentale: lo spettacolo segue il filone del film disneiano, distaccandosene al tempo stesso, collegandosi alla versione originale dei fratelli Grimm, rendendo ogni personaggio distinguibile e lo spettacolo innovativo e polivalente adatto a tutte le età. Uno spettacolo di corse e cadute improvvise dove scenografie e costumi minimal cercano di trasmetter il senso più profondo della fiaba rompendo le aspettative e le idee fisse pur rimanendo dentro schemi fiabeschi ben noti. Lo spettacolo presenta una Cenerentola nell’anima, l’immagine perfetta di un’anima smarrita senza madre nè padre, orfana e in preda ad una falsa famiglia: il modello sociale, la mentalità comune e il consumismo (rappresentate dalla Matrigna e dalle Sorellastre). Cenerentola è schiava del lavoro, cosi come lo è la nostra società che valuta la dignità del lavoro in base alla rimunerazione, ma Cenerentola cerca un riscatto per sé stessa, per completarsi, per trovare sicurezza in sé stessa. Con l’aiuto magico della “Fata” che rappresenta il buon senso interiore, l’istinto di crescita che va oltre ad ogni ostacolo o proibizione, viene vestita di un meraviglioso abito da sera e riesce a recarsi segretamente al ballo malgrado il divieto della matrigna.
Cenerentola va al ballo sulla zucca che si trasforma in carrozza: la zucca è il simbolo della rinascita, colma di semi, apparentemente vuota, ma nella notte dei tempi, come a Halloween, si riaccende di luce, verità, intuizione. La zucca è tondeggiante e simboleggia l’iniziazione del corpo che prende le curve, le forme, il corpo di bambina che si trasforma in corpo di donna. Da qui il senso della trasformazione in carrozza. Ma se questa trasformazione avviene nella consapevolezza (la Luce della Fata), allora la coscienza (Cenerentola) sa che c’è sempre un’ora di rientro in se stessi (da qui la mezzanotte, il coprifuoco). Anche la scarpetta di Cenerentola riveste un ruolo fondamentale nello spettacolo: è di cristallo, quindi fragile come lo è la personalità di ognuno di noi, averla in mano è una responsabilità degna solo di un anima regale, è impossibile indossarla per una personalità grezza, immatura, insensibile come quella delle Sorellastre e della Matrigna.   Il senso più profondo della fiaba non è la realizzazione personale a livello sociale ed economico come superficialmente si pensa e si sogna (diventare regine, abitare un castello, sposare un principe ricchissimo ecc) ma ritrovare attraverso la propria dimensione maschile (la razionalità e la certezza simbolizzati nel Principe) la propria autostima personale e la grandezza della propria anima (la regalità di Cenerentola, il femmineo). In una società materialista pochi colgono questa rilettura della fiaba e puntano piuttosto su quell’illusione del principe azzurro che trasforma Cenerentola in Regina.

“Ci sono Giorni in cui”

Lo spettacolo di esordio della compagnia  “Ci sono Giorni in cui”, liberamente tratto dal libro “#tiamo” di Francesco Sole e da “Monologhi” di Roberto Benigni, scritto, diretto e coreografato da Stefano Arado, revisione testi e voce Michele Messina, con Stefano Arado, Aurora Bonfante, Alice Albore, Clarissa Colombani, Michele Messina e Chiara Furfaro è stato messo in scena, in riproduzione parziale (estratto), presso il PalaInsubria di Varese l’8 settembre 2018. Lo spettacolo ha ottenuto successo ed è stato replicato nel 2018 presso il Teatro Santuccio di Varese, presso il Teatro Omi di Pontenure Piacenza e presso il Teatro Soms di Cocquio Trevisago (Va).